UFO'S MOM CAMBIA CASA!

Attenzione, attenzione, UFO'S MOM HA CAMBIATO CASA!

Se vi appassionano le nostre vicende extraterrestri e le belle letture, potete continuare a seguirci su WWW.UFOMOM.COM

Vi aspetto!

giovedì 28 febbraio 2013

Storie piccine

Accade sempre più spesso. 
Trovare posti e persone accoglienti, disponibili, desiderosi di condividere vissuti ed esperienze. Vi avevo già parlato della Cascina Roccafranca, meta irrinunciabile dei pomeriggi di giochi di Ale, e ieri ho trovato un'altra chiccha: una biblioteca! Che scoperta, direte voi!
Sì, in fondo è una semplice biblioteca civica ma il motivo per cui mi ci sono recata era per prendere parte ad un incontro formativo di Nati per Leggere, il progetto che diffonde e valorizza il piacere della lettura e il potere di una storia raccontato ai piccoli.
Scopro che in realtà l'incontro era fissato per il pomeriggio della settimana successiva, ma la gentilissima bibliotecaria si è offerta di parlarmene chiedendomi se avevo tempo a sufficienza dato che di solito gli incontri non solo sono individuali ma durano circa un'ora. Non ci credevo! Sapere che delle risorse umane vengono così tanto investite su questo progetto mi ha commosso!
Certo che ho tempo!
I toni formali sono presto abbandonati non appena racconto qualcosa di me, del mio interesse per l'editoria dell'infanzia e dei libri illustrati in particolar modo. La sezione ragazzi di questa biblioteca è molto ricca e accogliente, la bibliotecaria mi illustra i vari settori e mi racconta le iniziative che coinvolgono i bambini. Mi porta fino all'area giornali e riviste e qui scopro che tra le varie pubblicazioni ci sono perfino Hamelin e il Pepe Verde, strumenti fondamentali di formazione per "aspiranti librai".
Sono entusiasta di tutta questa attenzione e, come spesso mi succede quando sono in mezzo ai libri, comincio a farne incetta: un cartonato per Ale, due volumi sui giochi fai da te, un paio di riviste!
Poi, dopo tanti ringraziamenti e la sensazione di aver trovato un posto speciale, ecco lì in bella vista: la brochure di Storie Piccine, un'iniziativa che si colloca sempre all'interno di Nati per Leggere e che a Torino è giunta ormai all'ottava edizione.
Se siete di queste parti, avete un bimbo piccolo, un nipotino, un cuginetto, segnatevi questa settimana: 4-11 marzo! Scaricate la locandina  e il programma e non avrete che l'imbarazzo della scelta per trovare un luogo dopo poter trovare una lettura. Le biblioteche, i nidi, i reparti pediatrici, le scuole, i consultori ed altri luoghi frequentati dai piccoli e dalle loro famiglie diventano infatti teatro di racconti, fiabe e filastrocche. Se amate le librerie ve ne consiglio una speciale: si chiama Il Gatto Immaginario e la gestisce una giovane libraia appassionata. Qui la lettura si terrà venerdi 8 marzo alle 17.
Le iniziative sono gratuite e l'invito è ovviamente quello di partecipare per lasciarvi trasportare dal fascino di una storia e offrire così al vostro bambino un momento speciale di crescita e condivisione.


Logo di Nati per Leggere


mercoledì 27 febbraio 2013

Emigrare? Ecco un'idea!

E' stata la prima reazione ai risultati del voto! Bastava aprire facebook per essere inondati da messaggi dai toni apocalittici e senza via di ritorno: "Basta, me ne vado!", "Faccio le valigie!", "Che schifo, non mi sento rappresentato come italiano", "Espatrio da questo paese senza speranza!".
Io mi sono un po' astenuta da questo fuoco di commenti, ma non perchè non ne condivida i timori e le incertezze, ma poichè fatico a trovare un senso alla coscienza politica dell'Italia.
Vi siete accorti di quanto sia diventato difficile, all'indomani di un voto, spiegarne le ragioni? Mi sembra tutto così etereo e inconsistente, i discorsi sono tappezzati da "forse" e "se" e alla fine della faccenda non si capisce mai chi ha votato chi, perchè e con quali aspettative.
Dunque, non mi è ancora chiaro se siamo ad un passo dal precipizio o all'inizio di un grande percorso di rinnovamento. Mi astengo dal fornire una risposta!
Ma se nelle vostre menti persiste l'idea che forse fuori da qui si potrebbe stare meglio, ecco un'ideuzza niente male!
Ne sono venuta a conoscenza durante il corso di web marketing e mi sembrata davvero geniale. Conoscevo già una versione simile, ma questa in parte se ne discosta.
Allora, volete emigrare ma il portafogli vi spaventa? Scegliete una sistemazione temporanea e dai costi non esorbitanti su airbnb.


Si tratta di un portale che offre agli utenti la possibilità di affittare per periodi di tempo più o meno lunghi una stanza o un'intera casa che i proprietari hanno condiviso in questa community. Il processo è molto semplice: ci si registra al sito (necessario se volete prenotare) e si sfoglia il grande elenco di opportunità abitative presenti nel portale e che comprendono quasi 200 destinazioni. Ogni inserzionista pubblica informazioni dettagliate sull'alloggio, indicando il prezzo, la cauzione (è importanti tutelarsi anche come proprietari), e fornendo un ricco apparato fotografico.
Quando una location viene scelta, il titolare e l'ospite iniziano a prendere accordi, allo scopo soprattutto di verificarsi a vicenda. Sono dunque molto utili le recensioni che i fruitori del servizio scrivono e lo stesso gestore del portale si preoccupa di controllare le informazioni fornite così che il tutto possa svolgersi senza intoppi. C'è anche un servizio gratuito per stimare il valore della propria casa.
I prezzi, rispetto ad un albergo, sono decisamente più abbordabili e offrono in più la possibilità di gestirsi in completa autonomia, senza per questo rinunciare ad un aiuto da parte del proprietario che può fungere da guida per la città e supportare così il proprio ospite.
Se volete sognare ad occhi aperti, vi invito a visitare la sezione "posti unici" ... potreste passare la prossima notte in una tenda in pieno deserto o in una villa esclusiva!
Se, invece, avete budget più ridotti e la destinazione in affitto è solo una tappa temporanea in vista di una sistemazione definitiva all'estero, sarei curiosa di sapere dove emigrereste!
Vi segnalo, in ultimo, la casa di Valentina, colei che mi ha fatto conoscere il portale, caso mai qualcuno volesse visitare da vicino Torino. La sua dimora, casa-arcobaleno, sarà felice di ospitarvi.

Immagine tratta dal sito di casa-arcobaleno

lunedì 25 febbraio 2013

Corso web marketing II parte

Per chi si fosse perso un pezzo, il weekend appena passato è trascorso in un'aula di un albergo del centro a scoprire qualcosa sui misteri del SEO, meglio noto come processo di ottimizzazione di un sito web sui principali motori di ricerca, ovvero su Google che, si sa, detiene la più grossa fetta di mercato del settore!
Dopo la prima serata d' introduzione, nella giornata di sabato ci siamo buttati a capofitto nell'argomento con lo scopo, almeno così credo di aver capito, di intuire qualcosa della mente di Google.
Come neoblogger mi piacerebbe molto avere tanti lettori, commentare e chiacchierare con chi ha le stesse passioni e prova come me a fare la mamma e quindi ero e sono molto interessata a farmi strada nell'universo della rete.
Difficile riassumere in un post una giornata così densa di contenuti ma, proprio perchè è bene condividere, ecco qualche dritta e consiglio!

Vuoi sapere che cosa valuta Google nell'indicizzare e, successivamente, posizionare il tuo sito?

  1. Innanzitutto il codice sorgente ... nota dolente per chi non ha un amico, un fidanzato, un vicino di casa che di mestiere faccia lo sviluppatore. A grandi linee è fondamentale dare visibilità alle parole chiave (keywords) che caratterizzano il vostro sito, sicuramente inserendole nell'url e nella description. Goggle, infatti, nel processo di ricerca (SERP) in seguito a una query da parte dell'utente, tende a evidenziare questa descrizione se vi si trova la parola giusta. Occhio però a non esagerare con la lunghezza: se per il title occorre tenersi al di sotto dei 70 caratteri, la descrizione non deve superare i 150/160. Un utile strumento per sapere quali sono le keywords più utilizzate nelle ricerche con riferimento al proprio argomento è Google Adwords. Ci sono poi tutta una serie di accortezze da tenere a mente per il vero e proprio codice che riguardano, per esempio, inserire una sitemap, la possibilità di comunicare agli spider (ovvero Google) di non seguire certi link presenti sul sito (l'area di amministrazione o un link a un commento che porta ad un sito esterno che non conosciamo o non  giudichiamo autorevole) o la necessità di impostare un reindirizzamento permanente (tramite il codice 301) quando cambiate una url del sito. Forse non lo sapevate ma basta modificare di poco l'indirizzo di una pagina per perdere tutto il posizionamento che si è guadagnato.
  2. I contenuti: Goggle premia la buona scrittura e i contenuti interessanti. Ricordatevi di inserire le keywords nel testo (ma senza esagerare!), scrivete spesso, usate il grassetto, i sinonimi, il singolare e il plurale. Evitate testi troppo corti perchè non tematizzano la pagina e i robots di Google non la indicizzano. Un buon consiglio è quello di leggere ciò che c'è di simile al nostro sito nella rete. Nel caso del blog, per esempio, ho una lista di blogger accreditate che seguo e da cui traggo spunto. Ovvio che il copia e incolla non è permesso, ma è giusto imparare da chi è più bravo di noi.
  3. I link: per i robots di Google i link sono come porte di accesso e quando li trovano, li seguono. Non solo è importante essere linkati (e questo lo si deve guadagnare dall'apprezzamento degli utenti) ma è bene fare crosslinking tra le proprie pagine in modo che anche il lettore possa muoversi agilmente all'interno del sito. Preoccupatevi, infine, che il testo del link rimandi a qualcosa di preciso e non sia un generico "leggi qui".
Vuoi sapere che cosa non vede Goggle?
  1. I contenuti audiovisivi
  2. I documenti coperti da password (e meno male!)
  3. I cookie di sessione (ma non ricordo cosa siano!)
Discorso a parte per le immagini: Google, quando indicizza, sa che su una certa pagina è presente un'immagine ma non può sapere cosa sia. Ecco che allora, all'interno del codice, è bene inserire la tag "alt" con la descrizione dell'immagine (e possibilmente la parola chiave). Le immagini sono utili, soprattutto se pensate a quante ricerche si fanno su Google Images.

In rete sono disponibili molti strumenti che aiutano non solo a monitorare l'andamento del proprio sito (tra tutti Google Analytics) ma anche a capire come muoversi per ottimizzarlo. Molti sono prodotti di Google stesso (Google trends, Google suggest), gratuiti e offrono più potenzialità se si fa un account gmail. Altri li potete trovare per esempio su Chrome Web Store, se usate Chrome è ovvio!
L'invito per tutti è provare, provare, provare ... ottimizzare il proprio sito è frutto di un lavoro che può richiedere molto tempo. Certo c'è chi paga per posizionarsi ma questo è un discorso a parte.
Tenete occhi e orecchie bene aperti e mettevi alla prova anche con ciò che vi sembra più complicato! Soprattutto non dimenticate il vostro target di riferimento e ponetevi obiettivi definiti, misurabili e raggiungibili ... a conti fatti, se per il vostro sito e le vostre paroli di ricerca visualizzate fino a 100.000 risultati, potete tentare la scalata!

Spero di essere stata utile!
Questo post non ha alcuna pretesa di essere attendibile al 100%. Si tratta di uns rielaborazione di appunti e idee tratti dal corso.


domenica 24 febbraio 2013

Domenica 8/52 ... si vota!

Buonasera popolo della rete! 
La parola "popolo" non è a caso dato che oggi, in questa domenica di neve, almeno qui al nord, siamo chiamati alle urne, a esprimere il nostro voto, a segnare con una croce i prossimi anni di vita del bel paese. 
Cominciamo già male dato che mi ero programmata una bella passeggiata fino ai seggi (dopo la full immersion in aula di ieri ho bisogno di ossigenare il cervello!) e invece fuori dalla finestra fiocca alla grande.


Okay, cambio di programma. Per un attimo pensiamo di caricarci il pupo sullo zaino come se dovessimo fare trakking in montagna ... poi valuto che sono le 11 e sono ancora in pigiama, non ho voglia di bagnarmi, tira vento, devo ancora cucinare qualcosa per pranzo ... va bene, andiamo in macchina!
Schede elettorali in mano e pupetto imbaccuccato, ci rechiamo al seggio. So che Ale è ancora piccolo per rendersi conto, ma ci tenevo venisse con noi. Quando ero bambina era sempre un bel momento accompagnare i miei genitori a votare, vedere tutta quella gente per strada la domenica mattina, lasciarsi trasportare dalle chiacchiere fuori dai seggi, sapere che si era lì tutti insieme per una cosa sola, poco importava per chi si votasse. 


E' una domenica che scorre tranquilla, alimentata solo dai suoni e dalle risate del nanetto che ha eletto il salotto e la cucina a sua area di gioco e passa felice da un oggetto all'altro. E' meraviglioso questo suo desiderio di scoprire, mettersi alla prova, sperimentare e non nascondo che tutti e tre insieme ci divertiamo un sacco. 
Dopo una pappa abbondante e un meritato riposo, optiamo per un giro e la mamma sfodera la sua carta migliore per una domenica pomeriggio dal clima non proprio felice: il negozio di arredamento! Di solito papy si lancia in sbuffi e lamenti, ma questa volta acconsente e perfino Ale se ne sta buono nel suo passeggino mentre la sottoscritta medita di cambiare tende, comprare un nuovo copripiumino, ma che bella quella tovaglia, che ne dici se acquistiamo dei piatti nuovi?
Morale della favola; arriviamo alle casse con una bilancia per la cucina (da quando quella elettronica ci ha detto adios ero costretta a pesare su quella di Ale!), una frusta per la cucina e dei panni multiuso.
Papy tira un sospiro di sollievo: in fondo se la è cavata con meno di 10 euro!


Ritorno a casa in tempo per il bagnetto, un rituale che ormai si è consolidato e il pupo apprezza molto. Vi avevo già parlato della passione di Ale per l'acqua (il più recente è questo) e noi la assecondiamo: come bambini giochiamo a schizzarci! E immancabile dopo l'acqua, la full immersion di baci e solletico!


Resta solo più il tempo di qualche giretto per casa, sempre all'insegna dei sorrisi, e di una lettura con mamma. Riuscire a tenerlo fermo 5 secondi su un libro è un'impresa, ma mamma non demorde! Per i più curiosi, stiamo leggendo "Quanti animali?" (Emme edizioni) illustrato da Anna Laura Cantone ... che io adoro!
I pregi del libro: cartonato, tanti buchi, immagini colorate e spiritose, per i più grandicelli un modo per imparare a contare e a riconoscere gli animali.

Buon inizio settimana a tutti!






venerdì 22 febbraio 2013

A scuola di web marketing

In attesa di cominciare Talentdonna (a cui ho preso parte alla presentazione e ve ne parlo qui), mi sono iscritta a un corso di web marketing ... ve l'ho detto no che ho un po' di idee che mi frullano nella zucca e che non possono prescindere da un po' di conoscenze che vadano oltre il classico smanettamento su facebook?
Il corso in questione è organizzato dallo Studio Samo e, nello scenario di un'albergo del centro di Torino e insieme ad altre 40 anime che hanno deciso di flagellarsi per il weekend (4 ore il venerdì sera e full immersion il sabato!), affronterà nello specifico il SEO e il Social Marketing.


Chi ne sa qualcosa alzi la mano!!!
Confesso che io ne so poco, ma voglio capire, anche solo per farmi strada in questo universo di acronimi da crearci un dizionario intero.
Il nostro docente di questa sera, Lorenzo Bonarini, SEO manager ovviamente, ci ha fatto un'infarinatura teorica su come funziona e come ragiona Google, su cosa significa impostare un serio progetto SEO, quali sono gli strumenti pià adatti per portare il proprio sito ad un buon posizinamento nei motori di ricerca.
Con mia grande soddisfazione ammetto che non tutto mi è sembrato ostico e nebuloso, che non sono cascata dalle nuvole quando ha parlato di tasso di conversione e che nel mio peregrinare sul web mi ero già imbattura in Google Analytics e Google Adsense.

Umorismo a parte a cui, per fortuna, anche il docente non si è astenuto rendoci più leggere queste prime quattro ore, è evidente che oggi un'azienda o qualunque piccolo imprenditore o piccolo professionista che voglia dare voce alla propria attività non può prescindere da una conoscenza attenta e competente di ciò che offre il web e che ragionare di marketing significa sempre più prendere consapevolezza della forza della rete. 
Di fronte a questa domanda sono conseguentemente cresciuti i corsi e i workshop di formazione con il rischio, temo, che non manchino i millantatori e le proposte poco serie.
Un consiglio è di verificare (online ovvio!) chi sono i promotori dell'iniziativa, come è strutturato il programma, il profilo dei docenti e naturalmente il prezzo. I corsi non sono econimicissimi, ma io diffiderei dalle offerte stracciate. Potete farvi una rapida idea dei prezzi medi cercando proposte simile in altre città.
Personalmente considero un valore aggiunto il fatto che le slide e le dispense del corso siano messe a disposizione degli iscritti e che si trovino modalità di fruizione anche per chi fosse impossibilitato a prendere parte a qualche incontro.
Infine, una cosa che sto imparando dal blog è l'importanza di fare rete e di trarre profitto dalle esperienze degli altri iscritti. Le occasioni per scambiare due chiacchiere non mancano mai e questa sera, per esempio, tra un panino e un caffè al volo, ho conosciuto una giovane fashion blogger che aspira a diventare una cool hunter (qui il suo blog!).
In attesa di sopravviere alla full immersion di domani, il papy si sollazza con il pupo che ormai è un piccolo indipendente e non ne vuole più sapere di essere imboccato. Pregi (o difetti!) dell'asilo!

mercoledì 20 febbraio 2013

Sguardi riflessi

Oggi ho trovato un po' di me in un vecchio quaderno.
Quando abbiamo sistemato la camera che sarebbe stata del nostro cucciolo, ho fatto ordine tra libri e fogli sparsi. Quel quaderno ho deciso di tenerlo e riaprirlo è stato emozionante.
Qualche anno fa ho partecipato ad un laboratorio di scrittura su tre livelli che, a partire dalla narrazione autobiografica, si prefiggeva di arrivare alla raccolta di storie altrui.
Eravamo un bel gruppo, molto vario per età, provenienza, aspirazioni personali. 
Quelle tre ore a settimana erano una piccola parentesi di calma e relax nella frenesia quotidiana. 
Scrivere di me non è stato facile perchè, anche quando lo facciamo per noi stessi, tendiamo a proiettare qualcosa che vorremmo essere e forse ancora non siamo, siamo sinceri ma fino a un certo punto. 
Rileggere quelle pagine mi ha ricordato chi sono e chi continuerò a essere ... risuonano parole che sente sempre mie: fragilità e determinazione (leggi: testardaggine!), sogni e paure, insicurezze e piccole vittorie.
Tra gli esercizi più belli c'era quello che a coppie prevedeva di raccontare qualcosa di sè e lasciare che l'altro scrivesse qualcosa di noi.
Ed eccola qui, una Marta di riflesso, descritta dalle parole di un'altra donna di cui ora purtroppo ricordo distrattamente il viso, che voglio condividere anche qui. Non vuole essere un elogio personale, chi mi conosce bene sa quanto io tenda a sminuirmi e criticarmi, ma un invito a trovare il buono che c'è in noi e che spesso, inconsapevolmente, traspare e viene colto dagli occhi degli altri, un modo per dire grazie a chi ci ama.

"Marta è una persona che, quando la senti raccontare di sè, provi subito il desiderio di averla come amica.
Da bambina era buffa, allegra, piena di vita. Marta da piccola respira affetto!
E' stata una bambina molto attesa dalla mamma che doveva avere con lei una confidenza molto affettuosa perchè le ha fatto leggere il diario che scriveva durante la gravidanza.
La mamma ha pensato che lei avrebbe portato tanta gioia nella sua vita. Forse i desideri sono così forti che sono capaci d'incidere sulla realtà. Marta dà davvero gioia a vederla, anche oggi. Per esempio, oggi è venuta con un bellissimo foulard allegro nei capelli. Quando l'ho vista, volevo dirglielo subito, ma non l'ho fatto, e così glielo scrivo ora.
Quando Marta era bambina, il papà voleva fare per lei tutto il possibile, anche se pensava che darle una buona vita sarebbe stata un'impresa non facile da realizzare. Ha cercato di proteggerla e mi sembra sia stato un papà coraggioso.
Se è vero che s'impara qualcosa dai genitori, Marta ha imparato il coraggio, che non vuol dire non avere difficoltà. 
Quando era adolescente, le difficoltà le sentiva eccome: l'insicurezza, la fragilità, ma soprattuto la paura dei suoi sentimenti più dolci.
Marta deve essere molto dolce!
Il suo insegnante di pallavolo ha riconosciuto in lei qualcosa che le ha dato forza: accanto allo zucchero, il sale della vita! La determinazione, la capacità di buttarsi ad acchiappare il pallone, così come un obiettivo, un risultato.
Così Marta vive, tra una partita e l'altra, anche fuori dal campo sportivo. Si sente in bilico, ma c'è tanta forza in lei: quella della buona volontà.
Marta è un filo teso - dalla buona volontà - tra passato, presente e futuro. Il suo compagno sente questo filo saldo, che li tiene uniti con tanto amore.
Marta continua a respirare affetto!
Semplicemente: al suo futuro chiede solo di sentirsi in pace, bene, un giorno dopo l'altro.
Con i suoi occhi grandi bene aperti sulla vita e il suo fazzoletto allegro tra i capelli."

Dedicato alla mia mamma e al mio papà ... la mia forza, il mio modello, la mia vita!

martedì 19 febbraio 2013

"Il buono che c'è"

Voglio fare outing: la sottoscritta non capisce un'acca di politica, è il classico prototipo dell'elettore che non legge i programmi e nel momento decisivo, nel segreto delle urne, fa la scelta dettata dalle "tradizioni di famiglia".
Quando sono diventata così? Non sono mai stata un'appassionata, ma soprattutto negli anni dell'università, quando seguivo con passione corsi che parlavano di interculturalità, incontro con le differenze, immigrazione e analisi della società contemporanea, cercavo di capire quali correnti politiche  si mostravano più in linea con i miei pensieri.
Poi tutto si è un po' perso, dissolto nella foga di finire gli studi, districarsi tra tirocini e contratti occasionali, disperso nel grande buco nera della gravidanza e della maternità che mi ha risucchiato, portato su altri pensieri e letture.
Ora ascolto distrattamente le notizie al telegiornale, vedo gli stessi volti, sento le solite frasi fatte, ma soprattutto guardo con più attenzione la realtà: negozi chiusi, madri che rientrano a fatica al lavoro, maternità non retribuite, prestazioni sottopagate e penso sempre che la politica sembra vivere su un altro livello.

Quando in testa risuona la parola "politica" a me viene in mente l'antica Atene, con il suo modello di democrazia dal basso, fatto di condivisione e partecipazione tra cittadini. Una società dove davvero questa parola portava con sì il suo significato: essere tra la gente e per la gente.
Il mio modo di fare politica oggi ha assunto una veste molto particolare: offrire sostegno a tutte quelle realtà urbane che secondo me meritano di sopravvivere, luoghi dove si assapora ancora il piacere di un incontro, si sta bene insieme, si creano reti d'amicizia e solidarietà. 

Ecco, il mio contributo oggi va ad un posto che già nel nome porta qualcosa di buono: la Cascina Roccafranca. Si tratta di un centro culturale e aggregativo presente nella circoscrizione in cui risiedo e che ho cominciato a frequentare assiduamente con Ale per la presenza di una grande e accogliente ludoteca. La Cascina, in realtà, è un grande contenitore che viene incontro alle esigenze di diverse persone: ci sono aule per corsi, una caffetteria e un ristorante, sportelli di consulenza, spazi per le associazioni e molto altro. Grazie a un completo lavoro di ristrutturazione che non ne ha fatto perdere il sapore del tempo, si integra perfettamente nel tessuto urbano.
Qui non facciamo tappa ogni settimana, qui ho incontrato tante mamme e sono nate delle amicizie, qui ci troviamo bene.

Se fare politica significa partecipare, io devo ammettere che proprio grazie ad Ale sto scoprendo tante belle iniziative che la mia città offre.
E' con grande piacere che allora ho risposto all'appello lanciato dalla Cascina di trovare 1000 amici disposti a fare una donazione che permetta a questa realtà di continuare a sopravvivere (qui il link alla campagna).


Salviamo il "buono che c'è", partecipiamo come cittadini a ciò che di bello e utile offre la nostra città, diamo voce e visibilità alle strutture e alle persone (spesso volontari) che meritano. Non faremo solo un favore a noi stessi, ma anche a tutti coloro che presto o tardi scopriranno ciò che noi stiamo già apprezzando.
Se io fossi un politico partirei da qui ... cosa amano i miei cittadini e come posso difenderlo per loro!


domenica 17 febbraio 2013

Domenica 7/52 ... sonnolenta!

Sarà che sabato sera papy ed io ci siamo concessi una serata free per festeggiare il compleanno di una carissima amica nonchè testimone di nozze, sarà che sono andata a letto più tardi, sarà che il pupo si è svegliato un paio di volte, sarà che entro le 10 del mattino avevo già fatto una lavatrice, cucinato qualcosa per il pranzo del piccolo (nuove sperimentazioni ... omelette e ragù fresco!), cambiato le lenzuola e sistemato la camera, passato l'aspirapolvere e lavato per terra, ma oggi proprio non ce la faccio! Scommetto che anche voi leggendo vi siete sentiti stanchi! 
Oggi mi cala la palpebra e di certo il tempo non aiuta!



In compenso l'ometto di casa ha superato la fase lamentosa dovuta alla febbre e la gola infiammata (sono stati giorni difficili e la mia pazienza è stata mooolto messa alla prova) e scorrazza allegramente per casa .... passa da una stanza all'altra, apre le porte, tira i cassetti, sbava ovunque, butta giù le bottiglie, insegue l'aspirapolvere! Insomma la fantastica fase della scoperta a cui si accompagna un nuovo desiderio: mangiare da solo! Io cerco di assecondare queste sue richieste di autonomia ... ovvio che poi l'area seggiolone richiede una bonifica totale!



Per fortuna siamo a pranzo dai nonni così che non appena il pupo crolla nel lettino, anche la sottoscritta si fa un bel pisolino ... madre e figlio risorgono alle 17 passate!!! Decidiamo che è ora di respirare un po' d'aria e, caricato Ale nel passeggino, ci aggiriamo alla ricerca di un bar per un caffè che dia un senso a questa giornata! Nel frattempo, dal suo mezzo su ruote, il pupo esercita una delle sue attività preferite: il controllo della pavimentazione stradale tanto da essere stato ribattezzato "Assessore alla viabilità urbana" ... quando avrà raggiunto la maggiore età ricordatevi di lui ... "Meno buche per tutti"!!!



Arriviamo a casa alle 7 passate e il nostro uomo è ancora bello arzillo e scattante ... oggi è stato super simpatico e si è meritato una dose extra di baci e coccole.
Torno a sonnecchiare ... 



sabato 16 febbraio 2013

Un nome e una storia: Alessandro

Si dice che quando si sceglie il nome di una persona si sceglie anche una storia.
Personalmente penso che davvero una parte delle relazioni, delle amicizie e o delle inimicizie che ci portiamo dietro sia legata ai nomi. Sfido chiunque disposto a negare di aver odiato per anni un certo nome perchè attribuito alla tal persona che magari sui banchi di scuola non ci era simpatica.
Io potrei elencarne almeno un paio.
Poi vai all'università, segui corsi di antropologia e resti affascinato dal modo con cui presso altre culture il processo di scelta di un nome si carica di significati e credenze. Soprattutto in quelle realtà che seguono una discendenza di tipo matriarcale o patriarcale e che, cioè, a differenza della nostra, attribuiscono più valore e importanza a un certo ramo della famiglia, i nomi si portano dietro storie di generazioni. 
A dire il vero, senza andare troppo lontano, anche nella nostra tradizione c'è l'usanza di assegnare al nuovo nato il nome di un parente, di solito un nonno. Da un lato resto sempre incantata dal modo con cui una famiglia rinsalda i suoi legami proprio nel momento di una nascita, ma dall'altro non posso non restare sbigottita da certe storie e, soprattutto, dalle tragiche conseguenze di una parente dal nome assolutamente improponibile. 
Senza ombra di dubbio ogni coppia, non appena viene a conoscenza che entro pochi mesi vedrà completamente cambiata la sua esistenza, si concentra sulla scelta del nome. Ne nascono vere e proprie sessioni intensive che prevedono l'uso di internet, manuali appositi che si tramandano tra amici, e incroci con cognomi per evitare combinazioni quanto meno imbarazzanti e che in futuro richiederanno al pargolo una visita all'anagrafe per correggere l'orribile scempio che gli è costato anni e anni di prese in giro.
Poi arriva l'ecografia decisiva e l'universo delle opzioni si riduce al 50%.
Nel nostro caso la scoperta di un individuo di sesso maschile che cresceva nella pancia, dopo lo stordimento iniziale perchè a detta di tutti sarebbe stata una femmina, ci ha aiutato. I nomi da bambina sono infinitamente più vari e l'imbarazzo della scelta è forte.
Per il nostro UFO c'erano due opzioni: Alessandro e Lorenzo.
La seconda per un po' è stata la prima scelta, è un nome che mi ha sempre ispirato buone sensazioni, merito ovviamente di incontri pregressi con persone che lo portavano.
Poi lentamente ha cominciato a farsi strada l'altra opzione che da subito abbiamo associato a un grande personaggio della storia: Alessandro Magno (alla faccia di chi ci chiedeva se l'avessimo chiamato così per Alessandro del Piero!). Come ho detto all'inizio, dietro i nomi si celano delle storie e dietro quest'uomo c'era una grande storia. Qualcosa che parlava di coraggio, sete di conoscenza, voglia di mettere alla prova i proprio limiti, desiderio di sfidare ciò che era già noto per trovare qualcosa di nuovo. Tutti valori che desideriamo ardentemente poter trasmettere a nostro figlio e che già ora possiamo coltivare.
La curiosità, la possibilità di scoprire e sperimentare sono capacità che si possono alimentare sin da piccolissimi.
E così abbiamo scelto e non ci abbiamo più ripensato. 
Poi, a pochi giorni dal parto, in una delle tante camminate serali per conciliare il sonno, capitiamo in una libreria e come sempre mi dirigo verso il settore ragazzi. Ed eccolo lì, un libro del grande Leo Lionni che ha il sapore di una rivelazione: "Alessandro e il topo meccanico"  (ne trovate una recensione qui) aspetta solo me e questo sarà l'ultimo libro acquistato prima di prendere Ale tra le mie braccia.
Sì, solo in quel momento è diventato Alessandro ... prima è stato Ufo ... e anche questo nome ha la sua storia!

Questo post partecipa all'iniziativa Blog Tank di donnamoderna.com.


giovedì 14 febbraio 2013

Il dramma della porta accanto

Che tristezza, tanta tristezza ... l'ennesima vita di una donna spezzata, sparsa per terra insieme ai bossoli di una pistola, e non importa quanto fosse bella e famosa ... io penso solo che è un'altra donna, una tre le migliaia o milioni sulle quali si riversa la violenza degli uomini, proprio oggi che se ne celebra l'aperta condanna.
Che poi quando sei un nome apprezzato da tutti, quando la tua storia, il tuo coraggio, la tua determinazione ti hanno portato lontano, a correre con le tue gambe d'acciaio là dove gli altri correvano con muscoli e tendini, quando il tuo volto e la tua forza diventano un modello da seguire, quando parlare di te significa dire qualcosa di buono, ecco fa ancora più male!
Può davvero la gelosia arrivare a tanto? Perchè l'uomo non è capace ad affrontarla in altro modo che non sia la forza bruta, quella che ferisce o uccide? Possibile che una coppia non riesca ad affrontare la rottura e quello che ne comporta senza che di mezzo non ci sia il sangue?
Cosa resterà adesso di lui, campione sportivo e omicida? Quale etichetta continuerà a portarsi addosso?
La seconda, non ho dubbi, e come spesso succede anche la prima ne sarà infangata ... salteranno fuori storie in cui qualcuno dirà che c'erano già stati dei segnali, che forse questo Pistorius tanto bravo e buono non era, che bisognava aspettarselo.
Quando sento queste cose io penso sempre che, se davvero le voci erano fondate, chi sapeva perchè ha taciuto? Viviamo in un mondo in cui, a dispetto dell'interconnessione che la rete e le tecnologie ci offrono, restiamo isolati, appartati, chiusi nelle nostre mura e ci stupiamo quando un dramma si consuma nella porta accanto. 
Come donna e come madre faccio sempre più fatica a sopportare il dolore che questi gesti si portano dietro. E' come se la maternità mi avesse spalancato un universo di emozioni che prima non conoscevo. Sono diventata molto più empatica alla sofferenza, forse perchè sento forte dentro di me il peso e il piacere di una personcina che amo più della mia stessa vita, una persona che un giorno sarà uomo.
Come insegnargli il rispetto per la donna, proprio in un paese come il nostro così profondamente sessista? Come aiutarlo a capire che una relazione, anche se difficile, va gestita e non annientata? 
Penso che il compito più grande di un genitore sia quello di guidare il figlio nella comprensione delle proprie emozioni, belle o brutte che siano. Soltando capendo e trovando un senso a ciò che ci scuote nell'animo possiamo comprendere quale strada seguire. E' un percorso difficile, me ne rendo conto, che si basa sulla fiducia e sulla comprensione reciproca, ma sapere che c'è e ci sarà sempre qualcuno pronto ad ascoltare  senza giudicare, a prestare una spalla alla tua rabbia e al tuo dolore, a farti sentire ancora una persona quando sei divorato da istinti animali, sarà un primo importate passo verso il dialogo, il confronto, la parola. 

E allora urliamolo, oggi giornata contro la violenza sulle donne, ma ripetiamolo ogni giorno:
Siamo donne, non siamo oggetti, non apparteniamo a nessuno se non a noi stesse, non siamo sante ma nemmeno puttane, facciamo errori e ci rimettiamo in piedi, amiamo e perdoniamo, a volte viviamo di rimpianti, a volte decidiamo di cambiare strada. 
Non usarci, non picchiarci, non umiliarci, non abusare del nostro corpo.

Concludo questo sfogo con il suggerimento di due letture "al femminile", storie di donne coraggiose. 
Il primo libro è di un'autrice spagnola, già autrice del fortunato "Controvento": Angeles Caso con il suo "Un lungo silenzio" ci porta nella Spagna all'indomani della guerra civile e ci fa entrare nei cuori e nei vissuti delle donne della famiglia Vega, impegnate a riconquistarsi un tetto, un lavoro, una dignità.


Il secondo "Dieci donne" è opera di Marcela Serrano ... dieci spaccati carichi di dolore, coraggio, energia, sofferenza, pazienza e amore. Ogni lettore troverà un po' di se in ognuna delle storie.



martedì 12 febbraio 2013

Metti una sera a Milano ...

Il treno della metropolitana scorre veloce e silenzioso nel suo tunnel sotterraneo. Per un attimo dimentico il mondo bianco e ovattato che ho lasciato pochi metri sopra e mi lascio trasportare dai pensieri. Chissà perchè tutte le volte che uso la metropolitana mi viene in mente un film di molti anni fa con protagonista una giovane e bella Gwyneth Paltrow e nel quale la sua vita prende due strade differenti proprio a partire da un vagone della metropolitana. Il film è insomma una sottile e ben riuscita riflessione sulle possibilità che le nostre esistenze possono incontrare per caso, per destino, per fatalità.
La mia possibilità questa sera, la sera della nevicata perfetta, mi porta a Milano, destinazione Talent Garden, uno spazio destinato al co-working e alla sperimentazione di idee innovative.
Eccomi così in stazione, spero che il treno parta in tempo e, soprattutto, mi riporti a casa dove ho lasciato il pupo malato e sotto le cure dei nonni.
A Talent Garden questa sera sarà presentato il progetto Talentdonna che, proprio come le porte che si aprono e si chiudono nel film (non a caso dal nome "Sliding doors"), ho trovato su facebook dove da qualche settimana leggo e scopro con interesse i blog e le iniziative che tante mamme volenterose e intraprendenti scrivono e realizzano in Italia. 



Nella sala destinata alla presentazione dell'evento ci sono tante donne, molte a dire il vero si conoscono già tra di loro, ma la cosa non mi spaventa ... sento un'aria frizzante e gioiosa e me la respiro tutto mentre fuori imperversa ancora la tempesta di neve e io piano piano mi riscaldo.
Siamo tutti seduti (sì, c'è anche qualche uomo!) e Cecilia Spanu e Iolanda Restano, le anime di Fattore Mamma, prendono la parola raccontando qualcosa di loro e del progetto che ci ha portati qui. La parola passa poi ad Annalisa Quaranta, la temeraria coi tacchi e senza calze che ha fortemente voluto e realizzato questa iniziativa, che illustra nel dettaglio cosa sarà Talentdonna. 
Sullo schermo scorrono tante parole: empowerment, formazione, contaminazione, incontri ... tutti declinati al femminile perchè siamo proprio noi, le donne, le destinatarie del progetto. Donne libere professioniste, donne imprenditrici, donne che hanno un sogno che desiderano realizzare, donne dipendenti che sono in una fase di transizione del loro lavoro.
A loro si parlerà soprattutto delle potenzialità offerte dalla rete di arricchire la propria attività o di farla nascere e ciò avverrà grazie a un team di docenti esperti di social e marketing. 
Agli incontri formativi si aggiungeranno gli aperitivi, occasione per conoscere e ascoltare esperienze di vita e lavoro, e una serie di servizi online per mantenersi aggiornati.
Il gruppo mi sembra molto motivato e affiatato, si legge negli occhi che per tutti si tratta di una scommessa in cui credono e desiderano realizzare al meglio. Tra le tante parole a me sembra che quella che più mi si avvicina è OPPORTUNITA' ... di conoscere persone nuove, donne e mamme come me che cercano una strada per conciliare figli e lavoro, di imparare qualcosa di più sul mondo della rete, di fare un'esperienza fuori dalla mia città, di provare a pensare che i miei sogni possano trovare una strada per la loro realizzazione.
Il tempo corre veloce, si torna in stazione, il treno non compare ancora sul tabellone perchè quando il meteo dice neve secondo me Trenitalia si tutela con un bel quarto d'ora di ritardo prima ancora che inizi a fioccare. Io ho aspettato per un'ora e quaranta minuti, girovagando a Stazione Centrale e imbucandomi da Feltrinelli ... dove ne sono uscita con un libro dei docenti dedicato alla promozione del Personal Brand!
Si comincia a marzo (ma c'è un early booking entro il 20 febbraio!) ... intanto mi sono iscritta a Twitter e per capirci qualcosa ho usato le 12 slide di Cristina Simone, una delle docenti del progetto (le trovate qui) ... non chiedetemi di più, confido di averci capito qualcosa per l'inizio del corso! In fondo ce l'ho fatta con Pinterest ...

domenica 10 febbraio 2013

Domenica 6/52 ... con il termometro!

Fuori splende il sole, il cielo è terso, voglia pazza di starsene in giro e godersi questa domenica di carnevale ... e invece eccoci qui, di nuovo alle prese con la febbre, la gola infiammata e il raffreddore! La vittima è ovviamente il pupetto che sembrava aver concluso bene la sua settimana di asilo. 
Dopo i primi accenni di malessere sabato pomeriggio, la serata e la notte sono state un crescendo, con pianti e lamenti quasi ogni ora.
Il nostro buongiorno? Tanta vitamina C per noi e, purtroppo, tachipirina per lui!





La giornata è passata così tra le quattro mura di casa, con papy e la sottoscritta impegnati a sollevare l'umore del malato di turno che alternava sorrisi (rarissimi) a pianti inconsolabili, momenti di gioco (pochissimi) e bisogno di nanna (tantissimo).


Nei momenti di tranquillità c'è stato anche il momento di starcene pacifici al computer, scrivendo mail, leggendo facebook e mettendo su carta progetti e idee che frullano nella mia testolina (e di cui spero un giorno di poter parlare senza troppo condizionali!).


Insomma, ce l'abbiamo messa tutta per superare questa lunghissima domenica, abbiamo provato perfino con la musica ... brevi brani di musica classica e jazz dedicati proprio ai piccolissimi (a proposito ... devo ancora parlare del corso di musica secondo il metodo Gordon che faccio con Ale), ma i risultati sono stati scarsi. 


La sera, per fortuna, sono venuti in nostro soccorso i nonni a farci tirare un po' il fiato. Ci siamo presi un quarto d'ora d'aria ... giusto il tempo per raggiungere il ristorante cinese all'angolo e ordinare qualcosa d'asporto!
L'ultima sorpresa è stato il termometro di Ale che, dopo un'ora di nanna, segnava 40,3.
Panico!!!
Somministrata di corsa la tachipirina e rinfrescato il pupo! E' scesa a 38 ... ma aspettiamo la notte! 
Passo e chiudo!

5 punti per far crescere l'Italia che legge




Copio e incollo il testo dell'appello "Un voto per promuovere la lettura"
(se vuoi firmare l'appello clicca qui)
1. SCUOLA
Il Manifesto IFLA/Unesco afferma che “la biblioteca scolastica è essenziale in ogni strategia a lungo termine per l’alfabetizzazione, l’educazione, la fornitura di informazione e lo sviluppo economico, sociale e culturale”. 
Proponiamo quindi che le biblioteche scolastiche siano riconosciute come parte qualificante del processo formativo e siano presenti in tutte le scuole, e che venga istituita e prevista in organico la figura del bibliotecario scolastico, che dovrà essere selezionato su competenze relative sia alla gestione della biblioteca scolastica sia al suo uso come risorsa didattica. Il bibliotecario scolastico dovrà coordinare iniziative specifiche di alfabetizzazione informativa per studenti e insegnanti, allo scopo di insegnare a studiare e a leggere la realtà, per formare nuove generazioni di cittadini consapevoli. 
Proponiamo che il MIUR realizzi annualmente una piano nazionale per la lettura, valorizzando le migliori pratiche delle scuole e del territorio, sollecitando le scuole a offrire occasioni di avvicinamento ai testi e ai libri come condizione indispensabile per garantire il successo scolastico. La promozione della lettura dovrà essere presente nel piano dell’offerta formativa di ogni scuola con tempi  e iniziative specifiche, possibilmente in coordinamento con biblioteche, librerie e altre manifestazioni sul territorio.
2. BIBLIOTECHE E CITTADINANZA
La biblioteca è un centro essenziale della crescita civile e culturale di un paese, è un luogo di mediazione informativa e documentaria ma anche di aggregazione; essa è spesso l’unico presidio culturale presente sul territorio, un fattore di qualificazione urbana e uno strumento fondamentale per combattere l’analfabetismo funzionale, che sempre più danneggia ed emargina fasce rilevanti della popolazione. Oltre alla disponibilità di libri, di tecnologie e di spazi per lo studio, la biblioteca mira alla formazione e al potenziamento delle capacità personali lungo tutto l’arco della vita e a costruire le competenze per un accesso sempre più qualificato e consapevole alla conoscenza e all’informazione. Grazie alla sua gratuità, consente ai cittadini maggiormente colpiti dalla crisi di continuare ad accedere a servizi culturali ed informativi di qualità.
Proponiamo l’abrogazione dell’art. 19 del Decreto sulla spending review, che esclude i servizi culturali dal novero delle funzioni fondamentali dei Comuni (ciò significa che biblioteche, teatri, musei, archivi potranno essere finanziati solo dopo aver provveduto a tutte le funzioni obbligatorie) e di adeguare i bilanci delle biblioteche, in modo da consentire loro di rappresentare al meglio la produzione editoriale.
In ogni comune, la biblioteca deve rappresentare il punto di riferimento per le attività culturali legate al libro e alla lettura. In particolare, deve essere rinforzato il ruolo che essa svolge nel promuovere le abitudini e il piacere della lettura, soprattutto nei confronti dei bambini e dei giovani, eliminando i vincoli che limitano tale attività. Vanno potenziati i servizi delle reti culturali, in modo da rendere omogenea la qualità dei servizi sul territorio.
Le biblioteche non sono solo acquirenti di libri, ma svolgono un ruolo fondamentale per la promozione della lettura e la normativa dovrà tenerne conto. Proponiamo inoltre di modificare l’art. 15 della Legge sul diritto d’autore per rendere gratuite le letture pubbliche effettuate nelle biblioteche, e di promuovere il rafforzamento della rete bibliotecaria nazionale attraverso un capitolo specifico di investimento nei bilanci pubblici (statale e comunali), che sostenga ad esempio la progettazione e la costruzione di nuove strutture, adeguate alle esigenze della contemporaneità, accoglienti ed efficaci. 
3. LIBRERIE DI QUALITÀ
Il pluralismo delle idee ha bisogno di pluralismo dei soggetti che le producono e le diffondono: autori, editori, librai. La libreria è un centro essenziale per incontrare i libri di ieri e di oggi, specialistici e di interesse generale, romanzi, saggi, manuali. La libreria di qualità è quella che promuove attivamente la lettura nel suo territorio e che nel suo assortimento tiene insieme catalogo e novità, grandi e piccoli editori. Come già accade in Francia, proponiamo il riconoscimento specifico per le librerie di qualità, che comporti fra l’altro l’accesso ad agevolazioni fiscali legate anche alla locazione delle sedi e garantisca priorità nella fornitura alle biblioteche.
Essenziale è il rapporto tra librerie, biblioteche e scuole, perché dove si realizza una forte  collaborazione tra le diverse componenti del circuito distributivo del libro diventa più facile portare avanti iniziative efficaci e non episodiche di promozione della lettura. All’interno di questo raccordo, si potranno prevedere facilitazioni nei permessi di uso del suolo pubblico per le manifestazioni ed iniziative che portano i libri al di fuori degli spazi abituali.
 4. LEGGERE IN RETE
La diffusione della lettura, e in particolare della lettura di testi articolati e complessi, è una priorità anche nell’ambiente digitale. È compito della Repubblica assicurare un ecosistema digitale della lettura in cui siano garantiti il pluralismo delle voci e dei soggetti, il rispetto dei diritti degli autori e dei lettori, la disponibilità di spazi e strumenti aperti per le attività di socializzazione in rete attorno al libro e alla lettura, e la difesa della bibliodiversità. Proponiamo che ai libri elettronici sia pienamente riconosciuta la natura di prodotti culturali, anche dal punto di vista fiscale; che sia garantita la libera disponibilità in formato digitale dei prodotti della ricerca finanziata per oltre il 60% con denaro pubblico; che venga avviato un progetto nazionale di digitalizzazione per i libri fuori commercio e per quelli fuori diritti, finanziato anche attraverso sanzioni economiche su pirateria e violazioni del copyright, in grado di assorbire e integrare gli sforzi pubblici e quelli privati oggi esistenti al riguardo.
5. UN PIANO PER LA LETTURA
È essenziale coordinare le politiche pubbliche, statali, regionali e locali, in un piano per la lettura, adeguatamente finanziato, da valutare e aggiornare annualmente.
L’esperienza del Centro per il libro e la lettura ha dimostrato la difficoltà di operare in un contesto dove le competenze e le risorse sono frammentate fra molti e diversi soggetti istituzionali. Proponiamo quindi di  modificarne la forma e l’assetto, dotandolo di maggiore autonomia  e rilanciandone l’azione, in modo da
–       metterlo in condizione di raccordare le competenze e le iniziative per la promozione della lettura e del libro ai vari livelli di governo, anche favorendo il partenariato pubblico-privato;
–       dotarlo di strumenti normativi e finanziari adeguati a garantire operatività ed efficacia;
–       consentirgli di coordinare e valorizzare le esperienze e le buone pratiche delle associazioni di base e delle realtà del volontariato che nei più diversi ambiti hanno promosso sul territorio la lettura di libri negli ultimi decenni.
Occorre investire nella formazione degli operatori, in modo che sappiano rinnovarsi ed adattarsi alle novità e ai mutati bisogni dei cittadini.
Nell’ambito dei provvedimenti finalizzati a rilanciare i consumi, una politica di promozione della lettura dovrà prevedere anche incentivi per l’acquisto di libri e l’abbonamento a riviste, attraverso sgravi fiscali almeno per determinate categorie di contribuenti (famiglie con figli che frequentano la scuola dell’obbligo o in cui siano presenti neolaureati da meno di 18 mesi e in cerca di prima occupazione, lavoratori in mobilità, insegnanti etc.).
Rispetto alle tante attività di promozione della lettura, organizzate da biblioteche e altri soggetti, pensiamo che almeno alcune di esse potrebbero essere destinatarie del 5 per mille dell’Irpef e che si potrebbe prevedere la deducibilità delle donazioni effettuate a loro favore.

sabato 9 febbraio 2013

BUTTATI!

Accade che mentre ficcanasi cosa scrive il mondo su fb, leggi un post interessante che più o meno recita così: "se potessi tornare indietro nel tempo e incontrare te bambina, cosa ti diresti?".
Confesso di non aver pensato tanto alla risposta ... l'ho sentita subito dentro. 

Mi sarei detta:" buttati!" ... almeno per 10 buoni motivi!

BUTTATI nella vita perché nella vita bisogna avere coraggio e avere coraggio significa compiere delle scelte.

BUTTATI in un'idea anche se ti sembra la più pazza del mondo perché solo provando capirai se è quella giusta.

BUTTATI perché solo così potrai sbagliare e solo sbagliando saprai trovare te stessa.

BUTTATI con il cuore e con la mente perché non è vero che si pende dall'uno o dall'altro.

BUTTATI a difendere un'opinione, anche se ti sembra controcorrente, perché al mondo c'è sempre bisogno di chi la pensa diversamente da te.

BUTTATI e poi torna indietro, solo per vedere l'effetto che fa varcare una soglia ... la puoi vedere solo quando la oltrepassi.

BUTTATI  in ciò che più detesti o ti spaventa ... un libro abbandonato in uno scaffale, una conversazione scomoda, un luogo sconosciuto. Potresti scoprire che non è poi così male.

BUTTATI insieme a qualcuno perché le esperienze sono più belle quando sono condivise.

BUTTATI e osa, ma sempre con rispetto di te stessa e degli altri, senza mai calpestare quello in cui credi.

BUTTATI e, comunque vada, sforzati di essere felice.

E voi cosa vi sareste detti? Mi piacerebbe leggere le vostre riflessioni

venerdì 8 febbraio 2013

E siamo a 10 ...



Questa è una tappa importante perchè ora lo possiamo dire ufficialmente: il nostro piccolo ometto oggi compie 10 mesi e quindi ha passato molto più tempo fuori che dentro la pancia, molto più tempo tra le nostre braccia che nel suo caldo e ovattato mondo sommerso, molto più tempo nel tepore della nostra casa che nella sua astronave.
A volte mi capita di pensare che è davvero un peccato non conservare memoria di questa fase della nostra vita, farne riaffiorare delle sensazioni ... magari così all'improvviso come quando cammini per strada e ti accorgi che stai avendo un déjà vu! Sarebbe carino chiedere a nostro figlio che cosa provava nel sentire la nostra voce, perchè la notte ballava la salsa invece di starsene tranquillo, se gradiva le nostre carezze e le lunghe passeggiate, che cosa sentiva durante il travaglio. La gravidanza è un viaggio talmente misterioso e meraviglioso che varrebbe la pena ricondividerlo con chi abbiamo a lungo atteso e custodito nel nostro grembo. Magari sfogliando insieme un libro speciale come "Piccola luce" di Alessandro Sanna (Kite Edizioni). 


Ci sono tanti modi per raccontare l'attesa, ma io resto sempre incantata dalla semplice profondità con cui ci riesce questo albo illustrato: poche parole, un tratto di matita, una macchia di colore che, pagina dopo pagina, prende corpo e consistenza. Sulla carta resta sempre uno schizzo rosso, ma sentiamo che quel colore è vita, è trepidazione, è il piacere di una colazione condivisa, è scoperta, è ricerca, è calore, è una pancia che cresce. 
Lo chiamano il miracolo della vita ... e io comincio a crederci! Comincio, sì, perchè quando nella tua esistenza arriva un minuscolo esserino inizia un viaggio che non ha mai fine. Essere madre è l'etichetta che in questo momento meglio mi descrive ... lo sono, lo sento profondamente, lo faccio dal mattino quando mi sveglio fino a notte fonda.

Siamo a 10 e i traguardi non mancano ... ne condivido qualcuno:

Mangio: Ale è decisamente una buona forchetta! Non abbiamo ancora trovato qualcosa che non gli piaccia e dal modo in cui spalanca la bocca penso che sarà difficile scovarlo. Il passaggio dal latte ai cibi solidi è stato graduale e ben accettato. Abbiamo cominciato con la pappa a pranzo a 5 mesi e mezzo perchè coglievamo il suo interesse verso i nostri cibi. Ora mangia pietanze sempre più solidi e penso che a breve abbandoneremo il classico minestrone .... anche se sono diventata un'esperta di verdure bollite e in questi mesi mi sono lanciata in gustose combinazioni! Ormai da qualche settimana Ale fa colazione da solo: bello spaparanzato sul seggiolone si gode il suo biberon e poi mangia i biscotti che gli mettiamo sul tavolo. 


Dormo: questo è un capitolo in costante evoluzione. Con tutta onestà devo dire che il pupo ci lascia dormire e già ad un mese e mezzo ha eliminato la poppata notturna. Il ritmo veglia-sonno si è regolarizzato intorno ai tre/quattro mesi quando è passato a 4 poppate. Nanna intorno alle 21, sveglia tra le 7 e le 8, breve pisolino a metà mattina, riposino di un paio d'ore nel primo pomeriggio e uno di una mezz'oretta prima di cena. Con l'asilo i ritmi sono un po' cambiati ma la sera è difficile che si addormenti oltre le 21. I risvegli??? Ci sono, ci sono ... uno o due per notte, per fortuna brevi e risolvibili con il ciuccio (che sta imparando a mettersi da solo). Una volta al mese più o meno Ale ci regala una tirata unica fino al mattino. Il suo compagno di nanna (il doudou di cui avevo parlato qui) è ormai un amico insostituibile.


Mi muovo, scopro (e combino disastri!): Ale a detta di tutti è un movimento perpetuo. Da quattro mesi, quando ha cominciato a girarsi a pancia sotto (che è tuttora la sua posizione preferita) è stato un crescendo. A otto mesi ha iniziato a gattonare e ad oggi posso dire che fila proprio spedito, diretto verso tutti gli oggetti off-limits della casa!!! Da una paio di settimane ha imparato a sollevarsi e ogni appoggio è buono per mettere alla prova questa nuova capacità. Non sono mancati i voli, i primi di una lunga serie ... ma si sa che imparare a camminare significa anche imparare a cadere!



Nuoto: l'acqua è senza dubbio il suo elemento. Abbiamo cominciato l'acquaticità a soli due mesi e oggi è un vero pesciolino. L'appuntamento settimanale in piscina è uno dei momenti più divertenti della settimana .... tuffi, balli, schizzi .. niente lo ferma e sembra davvero un motoscafo! Sono felice che lui si senta così a suo agio nell'acqua e già mi pregusto le belle nuotate che faremo insieme. Intanto si deve accontentare della vasca di casa ... dalla quale tirarlo fuori è un vero dramma!


E poi, e poi ci sarebbe molto altro: le prime sillabe, il modo in cui gioca da solo, l'attenzione a tutto ciò che lo circonda, i sorrisi che regala, i pianti irrefrenabili quando lo si deve cambiare. E' una piccola personcina, un uomo in miniatura ... ma vi rendere conto che era così?